Almeno 8 le famiglie che hanno perso la loro casa a Belfast, data alle fiamme durante i disordini. Alcuni migranti hanno annunciato di voler andare via mentre la famiglia del 40enne ferito gravemente dal rifugiato sudanese avverte: “Molti migranti danno un contributo prezioso al nostro Paese, la tragedia non venga usata per alimentare odio”.
Le strade di Belfast sembrano ora più tranquille dopo l'ondata di violenza anti migranti seguita al grave ferimento di un residente da parte di un rifugiato sudanese nella capitale dell'Irlanda del Nord. L'eco dei disordini e dei danneggiamenti avvenuti nelle scorse ore però hanno lasciato paura e sgomento oltre ai segni delle devastazioni in diversi quartieri della zona est di Belfast dove giacciono ancora carcasse di auto bruciate e vetri di finestre rotte. Nonostante la promessa di interventi da parte di autorità e polizia, molte famiglie di migranti hanno dichiarato di voler lasciare la città e addirittura il paese dopo una notte in cui hanno temuto per la loro vita.
Sono almeno otto i nuclei famigliari che hanno perso la loro casa, data alle fiamme durante i disordini, e costretti a richiedere un alloggio di emergenza. Come racconta la BBC, tra di loro una famiglia africana che vive in zona da circa 20 anni e che è scappata quando le finestre sono state distrutte e qualcuno ha cercato di entrare mentre una famiglia ucraina è fuggita quando la porta d'ingresso è stata data alle fiamme. Altre case sono state danneggiate pesantemente e le autorità locali hanno assicurato che stanno valutando i danni subiti dalle proprietà in tutta la città. Alcune famiglie di migranti hanno annunciato di voler lasciare Belfast e addirittura l'Irlanda a causa delle crescenti tensioni nonostante alcuni siano residenti da anni.











