di
Dario Sautto
La Procura ha iscritto nel registro degli indagati sette persone per il reato di omicidio colposo. Tra queste, i cardiochirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni si stanno già difendendo anche dall'accusa di falso
I consulenti nominati dal gip del tribunale di Napoli Mariano Sorrentino per ricostruire la catena di errori che ha portato alla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo deceduto a causa di un trapianto di cuore fallito all'ospedale Monaldi di Napoli, chiederanno una proroga di 2-4 settimane per la consegna della relazione finale. È quanto emerge oggi dalla nuova giornata dedicata agli esami dell'esame dei due cuori, quello nativo malato e quello impiantato quando era ormai stato danneggiato dal ghiaccio secco, nell'ambito dell'incidente probatorio disposto dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura di Napoli (sostituto Giuseppe Tittaferrante, aggiunto Antonio Ricci), esami che sono stati svolti sui «vetrini» e sui campioni prelevati nella precedente sessione presso l'istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari.
Nei giorni scorsi, il pool di professionisti formato dai professori Biagio Solarino, Ugolino Livi e Ferdinando Luca Lorini aveva chiesto copia di ulteriori atti e documenti per operare meglio nella ricostruzione di quanto accaduto tra il 23 dicembre, giorno del trapianto di cuore, al 21 febbraio, quando il piccolo Domenico Caliendo è deceduto. Tra questi, anche le comunicazioni interne e i risultati degli esami diagnostici eseguiti in ospedale. Oggi, invece, dopo l'analisi microscopica sui vari campioni eseguita, i consulenti del giudice hanno annunciato una richiesta di ulteriori 15-30 giorni per la consegna delle conclusioni: qualora accordata la proroga, l'udienza già in programma a Napoli per i primi di settembre potrebbe slittare al mese successivo. All'esame è presente tra gli altri Luca Scognamiglio, medico legale e consulente di parte della famiglia, che ha affiancato sin dall'inizio l'avvocato Francesco Petruzzi nella difesa della famiglia Caliendo-Mercolino. Nell'ambito dell'inchiesta, la Procura ha iscritto nel registro degli indagati i nomi di sette persone per il reato di omicidio colposo. Tra queste, i cardiochirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni si stanno già difendendo anche dall'accusa di falso nella cartella clinica.








