Un anno di interdizione dalla professione medica per il cardiochirurgo Guido Oppido, sette mesi di interdizione per la sua vice Emma Bergonzoni. È questo il provvedimento adottato dal gip Mariano Sorrentino, nei confronti dei due medici del Monaldi che realizzarono l’espianto-trapianto del cuore congelato nel corpicino di Domenico Caliendo. Una svolta che, almeno per il momento, accoglie per intero la richiesta sostenuta dalla Procura di Napoli (pm Giuseppe Tittaferrante e procuratore aggiunto Antonio Ricci) nel corso di un filone di indagine legato alla gestione della fase immediatamente successiva all’espianto del cuore nativo di Domenico e al trapianto del cuore donato a Bolzano, anche se purtroppo giunto a Napoli bruciato dal ghiaccio secco.
In sintesi, l’accusa per la quale il gip ha disposto l’interdizione per i due cardiochirurghi è legata a una ipotesi di falso in cartella clinica. Stando alla ricostruzione dell’accusa, i due medici hanno dichiarato nella cartella clinica di aver effettuato l’intervento di espianto del cuore nativo di Domenico, quando era già arrivato il contenitore con il cuore donato a Bolzano; e hanno anche dichiarato di aver proceduto all’espianto del cuore nativo di Domenico, solo dopo aver ricevuto la dovuta rassicurazione da parte della equipe proveniente da Bolzano, a proposito della possibilità di procedere al trapianto. Una ricostruzione ritenuta non veritiera, alla luce di quanto emerso dalla istruttoria condotta a porte chiuse dinanzi al gip, ma anche e soprattutto sulla scorte delle testimonianze e degli elementi di prova depositati dai pm nel corso di questo fascicolo.Domenico Caliendo, esami al Policlinico di Bari: «Sul cuore necrosi da ghiaccio secco»Agli atti ci sono infatti le dichiarazioni rese dalla dottoressa del Monaldi Gabriella Farina, che capitanava la equipe in trasferta a Bolzano, tornata Napoli dopo aver prelevato il cuore donato. Stando alla sua testimonianza, ma anche alla luce delle versioni rese da caposala e infermieri, l’espianto del cuore di Domenico sarebbe iniziato prima di avere il via libera definitivo. Dunque prima che infermieri e medici del Monaldi si accorgessero che il cuore donato era inservibile, perché bruciato dal ghiaccio secco sciaguratamente inserito da un infermiere di Bolzano nel contenitore da trasporto. Il video Ma c’è un altro elemento che potrebbe aver spinto il giudice ad accreditare la pista di falso e a dare ragione alla Procura su questo punto. Agli atti sono finiti almeno due video che ritraggono il cuore di Domenico subito dopo l’espianto. È il 23 dicembre scorso, il cuore è ancora pulsante sul tavolo clinico: siamo in un orario che va tra le 14.26-27: quanto tempo prima era stato espiantato? Secondo le testimonianze agli atti il clampaggio della aorta (atto che dà inizio all’espianto) è delle 14.18, quando il cuore donato non era stato ancora visionato dalla equipe del Monaldi.Domenico Caliendo, l'avvocato Francesco Petruzzi: «Condotta dolosa e non colposa»Una ricostruzione respinta da Oppido (difeso dai penalisti Vittorio Manes e Alfredo Sorge) e da Bergonzoni (difeso dal professore Vincenzo Maiello), che sostengono che il clampaggio è iniziato dopo e comunque al termine di un rapido consulto con la dottoressa Farina. Ma cosa accade ora? Scattata l’interdizione per falso, possibile ricorso da parte degli avvocati dei due indagati.











