Un anno di sospensione dall’esercizio della professione medica per il cardiochirugo Guido Oppido, sette mesi per la sua vice Emma Bergonzoni. Sale di livello l'inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di due anni e quattro mesi deceduto a febbraio dopo il trapianto di un cuore giunto congelato da Bolzano all'ospedale Monaldi di Napoli. Per la Procura partenopea, e ora anche per il giudice per le indagini preliminari Mariano Sorrentino del Tribunale di Napoli, i due cardiochirurghi avrebbero attestato circostanze non veritiere nelle cartelle cliniche su alcune delle fasi più delicate e controverse dell’intervento del 23 dicembre scorso al Monaldi che fece da prologo alla morte del bambino.

Il cardiochirurgo Guido Oppido

Questa mattina il gip Sorrentino, al termine di due lunghe tornate di interrogatorio preventivo (svoltesi il 31 marzo e 21 maggio), ha disposto l'interdizione dall'esercizio della professione medica per Guido Oppido ed Emma Bergonzoni, contestando loro i reati di falso materiale e falso ideologico in concorso nella compilazione della documentazione sanitaria relativa al trapianto. La decisione è contenuta in un'ordinanza di circa 70 pagine. Il divieto riguarda ovviamente l'esercizio della professione sia in ambito pubblico sia in quello privato. Oppido, peraltro, era già stato sospeso dall'Azienda dei Colli, cui fa capo l'ospedale Monaldi.