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Il tema dell'Ucraina torna a infiammare il clima all'interno del Partito Democratico. Questa volta è l'ipotesi di un ingresso di Kiev nell'Unione Europea ad alimentare lo scontro tra i riformisti dem, convintamente a favore di questa soluzione, e una parte della maggioranza Pd. A “dare voce” ai dubbi che serpeggiano nella sinistra dem è Goffredo Bettini, esponente della direzione dem che in una intervista spiega come “in prospettiva” si possa guardare con favore alla possibilità di un ingresso dell'Ucraina nell'Unione, ma “il processo sarà inevitabilmente lungo. Di anni”. Questo perché, dice ancora Bettini, “l'Ucraina non corrisponde a criteri fondamentali per entrare nell'Unione Europea”. Quindi, “sventolare la questione oggi per motivi propagandistici, rischia di non aiutare l'esito positivo”. Ma a fare insorgere i riformisti è soprattutto il passaggio in cui Bettini chiede di riaprire il dialogo con Mosca: “Oggi la priorità dell'Europa è prendere un'iniziativa di pace, istituzionale e unitaria, che al sostegno all'Ucraina unisca la ripartenza di un dialogo con la Russia. Volodymyr Zelensky è disposto a parlare con Putin. Cosa impedisce a noi di fare altrettanto?”.