L'astronauta italiano Luca Parmitano sarà a bordo della missione Artemis III in orbita bassa terrestre (LEO) che proverà i due lander lunari Starship HLS e Blue Moon MK2 rispettivamente di SpaceX e Blue Origin, entrambi ancora in fase prototipale. La NASA però vuole guardare ben oltre stabilendo una base lunare permanente per condurre ricerche scientifiche e realizzare un'economia spaziale sostenibile con lo sfruttamento delle risorse in situ. Per riuscirci dovranno essere portati a termine diversi passaggi e non sarà un'impresa semplice.

Al Kennedy Space Center della NASA in Florida gli ingegneri hanno costruito il Divergent Deployable Wastewater Treatment Facility (DDWTF) o, in altri termini, un sistema trasportabile per il trattamento delle acque reflue che potrà essere impiegato anche sulla Luna o su Marte (l'obiettivo finale del programma Artemis). Ora il sistema è stato portato all'Università del North Dakota dove gli studenti potranno testarne il funzionamento in vista di un possibile utilizzo futuro. Si tratta di uno sforzo inserito nel Bioregenerative Life Support Systems per lo sviluppo di sistemi integrati per i futuri avamposti spaziali.

Luke Roberson (del Kennedy Space Center) ha dichiarato che "il programma Artemis della NASA sta gettando le basi per una presenza umana continuativa sulla Luna, dove gli habitat dovranno operare lontano dalla catena di rifornimento costante che supporta gli astronauti microgravità [ndr. sulla ISS]. Per affrontare questa sfida, stiamo sviluppando il futuro dei sistemi sostenibili per la superficie lunare, in grado di trasformare le acque reflue in nutrienti per le piante e per il biomanufacturing".