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Paolo Centofanti

La NASA ha selezionato un equipaggio di lunga esperienza per una missione estremamente complessa, che prevede tre lanci e dipende fortemente dalla capacità di Blue Origin e SpaceX di arrivare pronte all’appuntamento, fissato per la seconda metà del 2027

La NASA ha annunciato nuovi dettagli e l’equipaggio della missione Artemis III, che il prossimo anno avrà il compito di testare in orbita bassa terrestre la capacità della navicella Orion di attraccare con i lander sviluppati da Blue Origin e SpaceX per il ritorno dell’Uomo sulla Luna. Una missione complicata e ambiziosa per le tempistiche molto strette e perché prevede non uno ma tre lanci: il razzo SLS con la navicella Orion per la NASA, il razzo New Glenn con un prototipo di Blue Moon per Blue Origin, Starship per SpaceX. Non è un caso che la NASA ha selezionato per la missione dei profili con lunga esperienza, tra cui l’astronauta italiano Luca Parmitano, in quota ESA, nel ruolo di pilota della missione. È la prima volta che un astronauta dell’ESA parteciperà ad una missione del programma Artemis. Visibilmente emozionato, Luca Parmitano ha ringraziato ESA e NASA per l’opportunità. “Ci sono molti elementi che devono incastrarsi perfettamente per il lancio di un missile. E c’è bisogno di una rampa di lancio. Per me, quella rampa di lancio è il mio Paese, l'Italia: il suo sistema scolastico, l'Aeronautica Militare, che mi ha dato gli strumenti professionali per arrivare dove sono oggi, e l'Agenzia Spaziale Italiana, che mi ha offerto il mio primo volo per mettere alla prova quelle competenze E di questo sono profondamente grato” ha dichiarato Parmitano nel suo discorso. “L'Agenzia Spaziale Europea è come una torre di lancio che collega questi due mondi, gettando ponti: la sua natura stessa è costruire relazioni, creare ponti e connessioni, ed elevare le persone affinché esprimano appieno il proprio potenziale. Il razzo, sia in senso figurato che letterale, è la NASA. Sono grato alla NASA per avermi permesso di far parte di questo incredibile gruppo di persone, di questo equipaggio, e per lasciarmi volare”.Parmitano volerà insieme agli astronauti della NASA Randy Bresnik, nel ruolo di comandante, Frank Rubio e Andre Douglas, entrambi specialisti di missione. Bob Hines, sempre astronauta della NASA, sarà il membro di backup e si addestrerà insieme al resto dell’equipaggio. Sia Parmitano che Bresnik (quest’ultimo ha fatto in tempo a volare anche sullo Space Shuttle) sono stati comandanti della Stazione Spaziale Internazionale. Rubio è l’astronauta americano che ha segnato il record di permanenza nello spazio per gli Stati Uniti, con 371 giorni sulla Stazione Spaziale Internazionale. Douglas è invece alla sua prima esperienza nello spazio, ma era membro di backup dell’equipaggio di Artemis II. Hines è stato pilota della missione Crew-4 verso la Stazione Spaziale Internazionale.Come si svolgerà la missione Artemis IIILa NASA ha delineato per la prima volta in maggiore dettaglio anche il profilo della missione Artemis III. Uno degli obiettivi critici è dimostrare la capacità della capsula Orion di effettuare manovre di avvicinamento e attracco con i lander forniti da SpaceX e Blue Origin. La missione serve a testare come sistemi, software e hardware sviluppati da diversi partner, e i diversi team, operino insieme in un ambiente integrato. L'equipaggio testerà i sistemi di supporto vitale, le operazioni dei portelli e il passaggio dei membri dell'equipaggio da un velivolo all'altro mentre si trovano in orbita. Durante la missione verranno eseguiti anche controlli delle interfacce hardware tra le nuove tute spaziali (sviluppate da Axiom Space) e almeno uno dei lander.A partire per primo sarà il prototipo di lander Blue Moon di Blue Origin, poiché in grado di resistere per più tempo nello spazio, fino a 90 giorni, dando più margine per gli step successivi. Poi sarà il turno del razzo SLS della NASA che porterà in orbita l’equipaggio a bordo della navicella Orion. La navicella si avvicinerà dunque al lander Blue Moon, per testare la manovra di attracco e tutti i relativi sistemi dei due velivoli e la loro integrazione. I test dureranno due giorni e l’equipaggio proverà ad entrare nel lander Blue Moon per verificare il funzionamento dei sistemi di supporto vitale.Alla fine dei test con Blue Moon, la navicella Orion si separerà dal lander e attenderà l’arrivo di Starship. SpaceX per Artemis III non lancerà la versione HLS (Human Landing System) pensata per la Luna, ma una “normale” Starship v3 con montato il sistema di attracco per Orion che verrà utilizzato dalla versione HLS. Poiché Starship sarà senza cabina o sistemi di supporto vitale, non è previsto il trasferimento dell’equipaggio da Orion a Starship. I due velivoli resteranno uniti per circa un giorno per convalidare le procedure di incontro e docking anche con questo sistema.Per quanto riguarda le tempistiche, la NASA ha dichiarato che l’agenzia spaziale, Blue Origin e SpaceX dovrebbero essere pronte entro giugno del 2027, una scadenza piuttosto ambiziosa considerando l’esplosione che ha danneggiato la rampa di lancio di Blue Origin da una parte, e i ritardi accumulati da SpaceX con Starship dall’altra. A questo proposito, SpaceX ha dichiarato l’intenzione di voler dimostrare il trasferimento di propellente tra due Starship in orbita entro la fine di quest’anno e di stare parallelamente lavorando per un tentativo di allunaggio autonomo, senza equipaggio, di una Starship v3.