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È una «camurrìa d’indagine» quella che si presenta a Giovanna, “Vanina”, Guarrasi, vicequestore della Squadra Mobile di Catania, in «Le Terme dell’Indirizzo» (Einaudi), l’ultimo capitolo della fortunata serie nata dalla penna di Cristina Cassar Scalia, scrittrice e medico netina, la cui “creatura” è diventata una presenza familiare per il pubblico, anche grazie a una serie televisiva di successo. Una Vanina, amatissima – già da subito in cima alle classifiche – , che cresce su se stessa, romanzo dopo romanzo, perché i personaggi si evolvono, e talora questa evoluzione è lenta, oppure rappresenta una svolta importante della loro vita.Come accade a Vanina, che vive cambiamenti: la Cassar Scalia lo aveva già annunciato lo scorso anno in occasione della pubblicazione di «Mandorla amara» (Einaudi): «Ci saranno degli sviluppi – aveva detto la scrittrice – come ci sono stati in tutti i libri con lei, perché è quello che avviene a tutti noi, vivendo. Vanina è in un momento particolare della sua vita, in cui tutto viene rimesso un po’ in discussione. E comunque la sua storia proseguirà».

E la storia di Vanina, infatti, prosegue con una svolta positiva: il pm Paolo Malfitano, «a distanza di 5 anni, dopo un bel giro d’oca, è ancora con lei», per vivere insieme «un miracoloso, ritrovato idillio» che impedisce «ai mali pensieri di manifestarsi».L’estate volge al termine, è una bella domenica d’agosto neanche troppo calda e Vanina si trova a Santo Stefano alle pendici dell’Etna, in relax nel rustico che ha preso in affitto da Bettina, preziosa vicina di casa che dopo due anni, da quando è diventata vicequestore della Mobile di Catania, continua a riempirla di gentilezze. Accanto a lei ci sono Paolo e anche il commissario Biagio, “Gino”, Patanè, che in un’altra casa di Bettina ha trascorso giorni sereni con la moglie Angelina, convalescente dopo un intervento al cuore. Ma l’ameno idillio viene interrotto dalla telefonata dell’ispettore capo Carmelo Spanò: c’è stato un delitto fra le rovine delle Terme dell’Indirizzo, un complesso di età imperiale nel centro di Catania, dove viene ritrovato il cadavere semicarbonizzato di un senzatetto, cui hanno sparato un colpo alla testa.