Roma, 26 giu. (askanews) – “Siciliana DOC e scrittrice di grande talento, con il suo primo libro ottiene subito un riconoscimento importante ma è con le storie di Vanina Guarrasi che arriva la popolarità, raccontando una Sicilia non come semplice contorno ma come un autentico personaggio che vive di vita propria. Ed è sicuramente questo il segreto del suo successo”: questa la motivazione del Premio Troisi consegnato a Cristina Cassar Scalia nell’aula magna del Rettorato alla presenza della rettrice Giovanna Spatari.
L’evento, promosso da Marefestival Salina in collaborazione con l’Università di Messina e Libreria Bonanzinga, ha visto anche la presentazione del nuovo giallo della scrittrice, edito da Einaudi Stile Libero, dal titolo “Delitto di benvenuto – un’indagine di Scipione Macchiavelli”.
Il nuovo personaggio è un commissario, amante del buon vivere e poco esperto di delitti, costretto a trasferirsi da Roma a Noto perché punito ed “esiliato” per motivi di lavoro. Siamo nei primi anni ’60 e la Cassar Scalia ha raccontato com’è nata l’ultima fatica, frutto di intense ricerche su quel periodo e su com’era la località siciliana, ancora non conosciuta come al giorno d’oggi. Dai palazzi ai bar, dalle ambientazioni che ha vissuto nella sua infanzia e adolescenze ai ricordi dei suoi genitori, cresciuti proprio nella Val di Noto, l’autrice stavolta si è calata nei panni di un detective uomo trentenne, ma d’altri tempi: “Vanina è solo in panchina… – ha rivelato – avevo nel cuore e nella mente la nuova figura di Scipione e volevo che uscisse il prima possibile, ma la vice questore Guarrasi tornerà a indagare molto presto, credo già a novembre”.






