La tecnologia è già qui. L’ostacolo è tutto il resto. Potrebbe essere riassunta così la posizione congiunta di BMW e Toyota, che durante un evento dedicato hanno raccontato sia i passi avanti compiuti dai loro veicoli - come Mirai e iX5 Hydrogen - sia cosa manca ancora oggi all’infrastruttura e al contesto affinché i veicoli a idrogeno possano essere un’opzione per molti e non solo per pochissimi. Anche per questo, all’evento ha partecipato anche FNM, rappresentata dal direttore strategico Stefano Erba, che sta aprendo diverse stazioni per il rifornimento dell’idrogeno fra Carugate, Rho e Tortona.

Perché i vantaggi dell’idrogeno sono ormai noti. In primis, la possibilità di guidare in elettrico, con il silenzio e la spinta della coppia immediata, ma potendo rifornire il serbatorio in pochi minuti e avere un’autonomia di molte centinaia di chilometri. Hyundai Nexo e Toyota Mirai sono auto a idrogeno già acquistabili (a prezzi superiori i 60-70.000 euro); mentre la iX5 Hydrogen di BMW è la strada che seguirà la casa tedesca quando nel 2028 introdurrà un’auto a idrogeno di serie nella sua gamma.

Alla guida di Nexo, l'auto a idrogeno di Hyundai. Un rifornimento da 826 km in pochi minuti

“La tecnologia è qui”, ha sottolineato quindi Andrea Saccone, senior manager europeo e per gli affari governativi di Toyota Motor Europe. “Ma serve collaborazione, anche da parte dei regolatori, e abbiamo bisogno delle infrastrutture per lo scale up”, ossia per arrivare a volumi interessanti e soprattutto volumi che possano poi far scendere i prezzi. Dei veicoli, ma anche del prezzo del rifornimento, oggi perlopiù accessibile alle aziende che si occupano del trasporto su gomma. Per la catena del freddo, per esempio, i veicoli a idrogeno sono utili perché in questo modo la batteria può occuparsi di garantire l’energia per la refrigerazione e non di fornire energia al motore per la trazione.