Milano, 10 giu. (askanews) – Toyota chiede all’Unione europea di estendere il riconoscimento “Made in Ue” anche a Paesi partner come Regno Unito, Giappone e Turchia nell’ambito del nuovo Industrial Accelerator Act, il pacchetto con cui Bruxelles punta a rafforzare la competitività manifatturiera europea e a ridurre la dipendenza dalle importazioni a basso costo dalla Cina. Lo ha detto Yoshihiro Nakata, Ceo di Toyota Europe, intervenendo all’Automotive News Europe Congress.
Toyota sostiene l’impianto generale del provvedimento, ma avverte che escludere partner industriali chiave rischierebbe di indebolire investimenti futuri, occupazione e trasferimento tecnologico, riducendo anche la scala regionale necessaria per competere a livello globale. Il nodo riguarda i requisiti di contenuto locale che potrebbero definire l’accesso a misure di sostegno, incentivi o criteri preferenziali legati al “Made in Europe”.
Il tema è sensibile per il gruppo giapponese, che ha stabilimenti di assemblaggio nel Regno Unito e in Turchia da cui esporta verso i Paesi Ue e importa in Europa anche modelli prodotti in Giappone, come la Prius. Toyota conta otto stabilimenti in Europa, a cui si aggiungono veicoli prodotti da partner in altri cinque impianti europei, e ha collaborazioni industriali con gruppi come Bmw e Stellantis.







