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Forum PA

Il tema della sovranità digitale e l’importanza della formazione nell’ambito dell’intelligenza artificiale sono stati i protagonisti della seconda giornata del Forum Pa, l’appuntamento dedicato all’innovazione e alla trasformazione della Pubblica amministrazione, che si è aperta con un’indagine sulla maturità digitale dei comuni capoluogo. Nel 2026, grazie al completamento dei progetti di innovazione finanziati dal Pnrr, 72 comuni capoluogo italiani hanno raggiunto un buon livello di maturità digitale, rispetto ai 50 del 2025. L'indagine, realizzata da Fpa, ha analizzato lo stato di avanzamento delle amministrazioni comunali nel loro percorso di digitalizzazione secondo il modello Ca.Re di Deda Next, che definisce alcune dei principali elementi della digitalizzazione della Pa italiana, tra cui l'offerta di servizi online, l'integrazione con le principali piattaforme nazionali, open data e interoperabilità, che comprende anche misurazioni sull'adozione della Ppdn (Piattaforma digitale nazionale dati). Un miglioramento complessivo che si traduce anche in un'ulteriore riduzione dei divari territoriali. Il tema dell’intelligenza artificiale si è inserito anche nel contesto politico della giornata. Al termine del Consiglio dei ministri, Adolfo Urso ha spiegato l’importanza dei due decreti legislativi approvati in esame preliminare che adeguano la normativa nazionale ai regolamenti europei su regole armonizzate sull'intelligenza artificiale. "Nei decreti – ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy – una parte significativa riguarda il campo della formazione. Perché è importante preparare le amministrazioni, preparare le imprese, preparare coloro che sono al servizio delle imprese e soprattutto coloro che insegnano ai nostri giovani riguardo l'uso più appropriato dell'Ia". Un tema affrontato anche dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alessio Butti. “Noi possiamo anche studiare architetture particolari di intelligenza artificiale – ha spiegato –, ma se non abbiamo poi le competenze che le mettono a terra, ovviamente abbiamo perso tempo e denaro”. Per la direttrice generale dell’Inps Valeria Vittimberga è necessario iniziare a pensare anche alla figura del “dirigente del futuro”, che “non può più limitarsi al saper fare, ma deve includere la capacità di governare le trasformazioni tecnologiche, una forte consapevolezza del proprio ruolo e una visione di lungo periodo”.