L'Editoriale
Mercoledì 10 Giugno 2026
ITALIA. Un altro stop della magistratura, questa volta della Procura di Roma, impresso al cammino per la costruzione del Ponte di Messina, quello che molti chiamano il «ponte di Salvini» per la determinazione con la quale il ministro dei Trasporti punta a fare di quella «grande opera» il simbolo identitario della legislatura di centrodestra e quindi sua e della Lega.
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Dopo i pareri negativi della Corte dei Conti sul quadro normativo del Ponte e il decreto del governo che ha superato i rilievi della magistratura contabile sul progetto definitivo, la Procura della Capitale ora indaga per corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio a carico di tre personaggi, due dei quali legati a Salvini: un avvocato già coordinatore della Lega in Calabria e un imprenditore, e poi un ex presidente della Corte dei Conti che, secondo il capo d’accusa avrebbe tramato con i primi due per condizionare il giudizio dei suoi colleghi (rivelando anche segreti d’ufficio) in cambio di una nomina politica al momento della pensione.









