Nuova tegola giudiziaria sul ponte sullo Stretto di Messina in progetto, fortemente sostenuto dal vicepresidente del Consiglio dei ministri guidato da Giorgia Meloni, Matteo Salvini. La Procura di Roma indaga per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione dell’opera, dopo aver delegato ai carabinieri del Ros l’esecuzione di perquisizioni a carico di tre persone.
Secondo quanto comunicato dall’ufficio giudiziario, gli indagati sono un ex presidente aggiunto della Corte dei conti, in quiescenza dallo scorso febbraio, un avvocato già consigliere di amministrazione della società Stretto di Messina spa e un imprenditore. Le perquisizioni sono state svolte a Roma, nella provincia di Reggio Calabria e in quella di Frosinone, con il sequestro di dispositivi elettronici e documenti che saranno ora sottoposti ad analisi per verificarne l’eventuale rilevanza probatoria rispetto alle ipotesi di reato contestate.
Il cuore dell’inchiesta riguarda il presunto tentativo di condizionare l’esame di legittimità della Corte dei conti sull’approvazione del progetto definitivo del ponte. Secondo l’impianto accusatorio, l’avvocato e l’imprenditore indagati, “al fine di condizionare il citato esame della Corte dei Conti in favore della società Stretto di Messina Spa”, avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli il loro appoggio per ricoprire incarichi in enti di diritto pubblico dopo il pensionamento, subordinando tale sostegno alla sua azione per favorire il risultato atteso.










