Caricamento player

Da settimane pazienti oncologici e affetti da altre malattie in diverse città italiane stanno venendo convocati dai carabinieri per colloqui sul loro utilizzo della cannabis terapeutica. Le convocazioni stanno generando un certo allarme tra i pazienti, confusi sulla possibilità di aver commesso qualcosa di illecito: in Italia l’utilizzo di cannabis terapeutica, o cannabis medica, è legale da vent’anni, pur tra molto ostruzionismo.

Finora è emerso che gli accertamenti riguardano le procedure con cui molti pazienti hanno ricevuto i farmaci a base di cannabis: per posta e a domicilio, una modalità che in Italia è vietata da una circolare del ministero della Salute del 2020, poi ribadita da una sentenza del Consiglio di Stato del 2022. Al Post però risulta che l’ispezione sia dovuta anche a un’indagine giudiziaria sulla legittimità di alcune prescrizioni mediche: in particolare al sospetto che siano state fatte prescrizioni false di cannabis terapeutica, da parte di finti medici oppure destinate a pazienti che in realtà non ne hanno davvero bisogno per motivi medici.

Le convocazioni sono iniziate dopo un’ispezione dei NAS di Bologna (Nuclei Antisofisticazione e Sanità, l’unità dei carabinieri che si occupa di diritto alla salute) in una farmacia dell’Emilia-Romagna che spedisce preparazioni a base di cannabis terapeutica in tutta Italia, visto che è una delle poche a garantirle. Il titolare della farmacia ha detto che l’ispezione è avvenuta a marzo e che le convocazioni riguardano le prescrizioni di cannabis terapeutica relative ai mesi di gennaio e febbraio del 2026.