10 Giugno 2026 – Lettura: 4 minuti

L’agguato è stato ripreso in un video. Date alle fiamme case e automobili. La polizia esclude l’ipotesi di terrorismo. Farage cavalca la protesta.

Centinaia di manifestanti a volto coperto hanno incendiato case e automobili a Belfast, capitale dell’Irlanda del Nord, dopo il brutale accoltellamento del 40enne Stephen Ogilvie compiuto da un rifugiato sudanese, ripreso in un video-choc che ha fatto il giro dei media e dei social. Polizia e autorità avevano lanciato ripetuti appelli alla calma, invano: numerosi i lanci di molotov e alcuni residenti sono stati persino evacuati da un edificio vicino al centro, che aveva preso fuoco durante i disordini. In alcune zone della città i manifestanti hanno ingaggiato scontri con la polizia e lanciato quello che è stato definito come un “pogrom” contro gli stranieri, prendendo di mira in particolare le famiglie di origine africana. Proteste anche in altre città nordirlandesi come Londonderry, Antrim, Newtownabbey, Ballymena e Bangor, sebbene in buona parte pacifiche.

L’accoltellamento in strada a Belfast: la vittima non è ancora fuori pericolo

L’accoltellamento è avvenuto verso le 22:30 di lunedì 8 maggio nella zona residenziale di Kinnaird Avenue, nella parte settentrionale di Belfast. Nel filmato si vede l’assalitore immobilizzare Ogilvie a terra per poi colpirlo ripetutamente con un coltello da cucina, in quello che il Daily Telegraph ha definito come un tentativo di decapitazione. Il rifugiato sudanese, per fortuna, è stato fermato da alcuni passanti: Ogilvie ha subito ferite in faccia e sulla schiena: versa ancora in gravissime condizioni e non è fuori pericolo. La polizia ha escludendo al momento il movente terroristico.