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Gianni Santucci

Nel 2023 l'intervento di bonifica grazie al superbonus: ma la ditta che ha riversato l'acqua dal garage alla fogna ha tenuto la pompa aperta per mesi (anche quando i lavori erano fermi, e la pozza si riformava). Così da Mm è arrivato un conto stratosferico

Per più di vent’anni la superficie del lago condominiale è rimasta quasi immota nel buio del sotterraneo, piano —3 dei box in un palazzo al 26 di viale Omero, uno degli ultimi stabili di Milano, a pochi passi da via San Dionigi, dove il cemento finisce e iniziano i prati della Vettabbia. Decenni fa, per un errore di progettazione o d’esecuzione, l’acqua iniziò a infiltrarsi e poi copiosamente dilagò, creando quel lago cupo, e rendendo inutilizzabile l’intero piano dei garage: gli inquilini dello stabile si resero presto conto che risanare un danno del genere sarebbe stato troppo oneroso, e si rassegnarono così a convivere con quel cubo bacino idrico sotto le case.

Fino a che non è arrivato il superbonus. La speranza. L’occasione. La possibilità di prosciugare, bonificare, recuperare i box. I lavori sono iniziati. Ad oggi, non sono ancora finiti. Ma gli abitanti borbottano amari: «Era meglio tenersi l’allagamento». Perché dal 2023 la ditta ha pompato l’acqua fuori dai garage e l’ha riversata nella fogna, un servizio che ha un costo, e ha tenuto le pompe in funzione anche per i lunghissimi mesi nei quali i lavori sono rimasti fermi. Così le fatture di Mm al condominio sono arrivate alla stratosferica cifra di oltre un milione e 700 mila euro. A carico degli inquilini. Nello stabile vivono anche molti anziani. Per molti la soglia della disperazione è prossima, o superata.