UniCredit alza ulteriormente la propria presenza in Commerzbank complessiva al 54% e risponde alle accuse avanzate dall'istituto tedesco sul modo in cui vengono comunicate al mercato le adesioni all'offerta pubblica di scambio. Mentre in Italia il mercato si attende una contromossa risptto al blitz di Intesa su Mps, in Germania la tensione rissale. Secondo l'ultimo aggiornamento diffuso ieri dalla banca guidata da Andrea Orcel (da oggi aggiornamenti giornalieri), la posizione complessiva detenuta nel gruppo tedesco ammonta a circa il 43,2% del capitale, considerando il 26,8% detenuto direttamente, il 3,2% rappresentato da strumenti finanziari con regolamento fisico e il 13,2% costituito da strumenti con regolamento per cassa. Parallelamente, sono state apportate all'offerta azioni pari a circa il 10,9% del capitale sociale e dei diritti di voto di Commerz.
Combinando la partecipazione diretta con le adesioni già raccolte, UniCredit raggiunge una quota pari a circa il 37,7% del capitale della banca tedesca, percentuale che sale al 40,9% includendo anche gli strumenti con opzione di regolamento fisico. Entrambi i livelli superano la soglia del 30% che il gruppo italiano aveva indicato come obiettivo minimo dell'operazione. L'aggiornamento arriva in un clima di crescente tensione tra i due istituti. UniCredit ha infatti diffuso una nota particolarmente dura nella quale contesta le accuse formulate da Commerzbank e da fonti vicine al management della banca tedesca. Secondo Piazza Gae Aulenti, la gravità delle contestazioni, la loro continua diffusione attraverso la stampa e il rischio che l'ulteriore incremento delle adesioni possa essere accompagnato da nuove iniziative ostili hanno reso necessario un chiarimento pubblico rivolto agli azionisti e agli altri stakeholder.Nel documento, UniCredit riconosce al management di Commerzbank il diritto di raccomandare agli azionisti di non aderire all'offerta, ma respinge con decisione le accuse secondo cui le proprie comunicazioni al mercato sarebbero state formulate in modo da alterare la percezione del livello di successo dell'operazione. La banca italiana definisce prive di fondamento, sia sotto il profilo fattuale sia sotto quello giuridico, le insinuazioni secondo cui avrebbe deliberatamente confuso diverse categorie di disclosure per gonfiare artificialmente il grado di adesione all'offerta.IL RUOLO DELLA BAFINUniCredit sottolinea che tutte le comunicazioni sono state effettuate nel rispetto delle disposizioni previste dalle regole e che la classificazione delle posizioni detenute riflette esclusivamente gli obblighi normativi vigenti. La banca evidenzia inoltre di mantenere un dialogo costante con BaFin. Nella ricostruzione fornita dall'istituto italiano, tutti i contratti e gli eventuali accordi accessori sono stati messi a disposizione dell'autorità nell'ambito della documentazione relativa all'offerta e del successivo processo autorizzativo. UniCredit osserva che eventuali rilievi da parte della BaFin, compresi quelli relativi alla disciplina dell'acting in concert o ad altre regole di attribuzione delle partecipazioni, avrebbero comportato modifiche nelle comunicazioni al mercato. Circostanza che, sottolinea la banca, non si è verificata. La presa di posizione conferma come la partita per il controllo di Commerzbank stia entrando in una fase sempre più delicata.












