Alla vigilia della fine dell'Ops di UniCredit su Commerzbank - ieri Gae Aulenti ha comunicato che le adesioni sono salite all'11,91% che con il 26,77% in possesso si arriva al 38,68% più derivati fino al 55,09% -, continua la diatriba fra le parti. UniCredit respinge al mittente le accuse emerse in Germania nei giorni scorsi sulla sua offerta pubblica di scambio e ribadisce in una nota di aver operato «nel pieno rispetto delle normative e con totale trasparenza», difendendo la correttezza delle comunicazioni al mercato e contestando quella che definisce una «narrazione fuorviante» alimentata dalle dichiarazioni della banca tedesca.L'istituto guidato da Andrea Orcel giudica inoltre «infondate le affermazioni su presunte irregolarità relative al prestito titoli», tema che nelle ultime ore è diventato uno dei principali terreni di scontro tra i due gruppi. La presa di posizione arriva dopo l'esposto presentato contro ignoti dal consiglio di fabbrica di Commerz per presunta manipolazione del mercato. UniCredit afferma di aver finora «deliberatamente evitato di intervenire rispetto alla retorica negativa sviluppatasi attorno all'elevato livello di adesioni da parte degli azionisti di Commerz», sostenendo che tale atteggiamento abbia contribuito a «distogliere l'attenzione dai fondamentali dell'operazione e dagli importanti benefici che una combinazione tra HypoVereinsBank e Commerzbank potrebbe generare» per gli investitori, gli stakeholder e il sistema economico tedesco. La banca italiana sottolinea inoltre che valuterà con la necessaria diligenza le azioni più opportune per proteggere i propri interessi e quelli del mercato alla trasparenza e alla correttezza, segnalando di aver già portato la questione all'attenzione dell'Autorità federale di vigilanza finanziaria tedesca, la BaFin, alla quale ha chiesto di effettuare «opportune verifiche». Secondo UniCredit, alcune affermazioni formulate dalla banca tedesca avrebbero il potenziale di compromettere il regolare svolgimento dell'offerta, generando confusione tra gli stakeholder. «Le insinuazioni secondo cui il numero effettivo di azioni conferite sarebbe inferiore, in quanto tali titoli sarebbero stati presi in prestito da UniCredit, risultano infondate e prive di qualsiasi riscontro». L'istituto italiano respinge anche le contestazioni relative alle comunicazioni effettuate al mercato nel corso dell'operazione.