L'offensiva di UniCredit su Commerzbank si avvicina al traguardo. Dopo mesi di tensioni, resistenze politiche e confronto con Berlino, l'operazione lanciata dal gruppo guidato da Andrea Orcel si avvia verso un passaggio che potrebbe cambiare gli equilibri del credito europeo. Per conoscere l'esito definitivo dell'Ops è ormai questione di ore, ma i numeri emersi al termine del primo periodo di adesione delineano già uno scenario nel quale Piazza Gae Aulenti si avvicina al controllo della banca tedesca.Alla chiusura della prima fase dell'Ops, UniCredit può infatti contare su una partecipazione pari al 42,5%, considerando le azioni già detenute, gli strumenti convertibili e le adesioni raccolte per il 12,5%. Secondo le stime che circolano sul mercato, nel periodo conclusosi il 3 luglio potrebbe essersi aggiunto un ulteriore 2,5% di adesioni, portando così la quota complessiva almeno al 45%. La partecipazione è destinata inoltre a rafforzarsi ulteriormente, fino a sfiorare il 47%, per effetto dell'annullamento delle azioni proprie di Commerzbank.

A questa posizione va aggiunto un ulteriore 13,2% detenuto attraverso derivati regolabili cash. Su questa componente UniCredit deciderà come muoversi anche in funzione dell'andamento del titolo della banca tedesca, ma l'esposizione economica complessiva del gruppo italiano potrebbe ormai avvicinarsi al 60%, un livello che conferisce a Orcel una posizione di assoluta forza in vista delle prossime tappe.L'assalto a Commerzbank, tuttavia, resta un'operazione dai tempi lunghi. Il controllo azionario non coincide infatti con la possibilità di incidere immediatamente sulla governance. Prima sarà necessario ottenere tutte le autorizzazioni regolamentari, compreso il via libera Bce, entro settembre. Solo dopo UniCredit potrà avviare il percorso che potrebbe portare alla convocazione di un'assemblea non prima del 2027, aprendo la strada alla ridefinizione degli organi sociali.La governance In quello scenario il gruppo italiano avrebbe la possibilità di esprimere almeno dieci componenti del Consiglio di sorveglianza, composto da venti membri compreso il presidente, che dispone del voto doppio in caso di parità. Da lì deriverebbe anche la facoltà di indicare il nuovo ad, il management team e di mettere in esecuzione il piano industriale "Unlocked", con cui Orcel punta a valorizzare le sinergie tra le due realtà.L'eventuale fusione resta invece un capitolo successivo e, almeno per ora, non rappresenta una priorità. Anche qualora si decidesse di procedere con l'integrazione societaria, il nuovo gruppo non vedrebbe la luce prima del 2029. Le valutazioni interne indicano che l'aggregazione darebbe vita a un operatore con una quota di mercato pari a circa l'8,5% in Germania, grazie alla forte complementarità tra HypoVereinsbank e Commerz sia sul piano geografico sia nei segmenti di clientela, dove le sovrapposizioni risultano contenute. Nei prossimi mesi un ruolo determinante sarà giocato dal governo tedesco azionista di Commerzbank con il 12,3%.