Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiAumenterà sempre di più il controllo della ricchezza finanziaria italiana nella mani dei paperoni nazionali. Nel 2025 gli ultra-Hnw (patrimoni superiori ai 100 milioni di dollari) erano 3.100 individui e controllavano il 18,6% della ricchezza finanziaria nazionale. Quota destinata a salire al 22,2% entro il 2030. A metterlo nero su bianco è il rapporto Global Wealth pubblicato da BCG, che ha evidenziato la distribuzione della ricchezza per segmento. E dunque, la clientela mass (patrimoni fino a 250.000 dollari) concentra il 37,6% della ricchezza finanziaria totale, con circa 47,9 milioni di individui. Fonte: rapporto “Global Wealth” pubblicato da BCG

L’ affluent (patrimonio tra 250.000 e un milione di dollari) detiene il 12,1% e i lower HNW (patrimonio tra uno e 20 milioni) ne rappresentano il 22,4%. Infine, gli Upper Hnw (patrimonio tra i 20 e i 100 milioni di dollari), contano circa 18.000 persone e pesano il 9,3%, mentre gli Ultra Hnw (con patrimoni superiori ai 100 milioni di dollari) hanno circa 3.100 individui e controllano il 18,6% della ricchezza finanziaria nazionale, una quota destinata a salire al 22,2% entro il 2030. Ampliando lo sguardo alla ricchezza finanziaria nazionale degli italiani nel complesso, questa nel 2025 ha raggiunto i 7.500 miliardi di dollari, con un incremento del 17,4% rispetto al 2024 e si prevede che possa raggiungere i 9.800 miliardi entro il 2030, corrispondente a un tasso medio annuo del 5,4%. Il patrimonio netto complessivo, includendo, invece, gli asset reali (8.700 miliardi) e le passività (900 miliardi), si attesta a 15.300 miliardi di dollari.