Per chi soffre di problemi dell’udito, riuscire a migliorare la qualità della vita grazie allo sviluppo di nuove tecnologie, disponibili e accessibili in modo capillare, da Nord a Sud, è un obiettivo che si può e si deve raggiungere.

Al convegno “Sordità: Ascoltiamo il Futuro” – promosso di recente dall’Associazione italiana “Liberi di Sentire” all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri Irccs di Milano – esperti clinici, ricercatori e professionisti italiani e internazionali lo hanno ribadito con esempi pratici e risultati scientifici: il mondo della sordità sta vivendo una fase di profonda evoluzione, in cui ricerca e innovazione tecnologia si intrecciano sempre di più.

A cominciare dal modo in cui il cervello delle persone sorde elabora i suoni e come questo processo si traduca nella pratica verbale e linguistica degli oralisti.

«È un campo di studio che continua ad aprire nuove prospettive di ricerca e comprensione – spiega Silvia Vicario, responsabile informatico e ufficio stampa dell’associazione –.

Accanto agli aspetti neuroscientifici, cresce anche il ruolo della teleaudiologia, una realtà già presente che consente assistenza da remoto sui dispositivi acustici.