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L'ipoacusia interessa circa il 12% della popolazione, pari a oltre 7 milioni di persone. "Oggi disponiamo di tecnologie straordinariamente efficaci che consentono di restituire una buona capacità uditiva anche a pazienti affetti da sordità molto grave. Il nostro obiettivo è diffondere una maggiore consapevolezza sull'importanza della diagnosi precoce e dell'accesso tempestivo ai percorsi riabilitativi"
11 giugno 2026 | 11.59
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Si incontrano a Trieste, venerdì 12 (dalle ore 14) e sabato 13 giugno (dalle ore 8.30), i massimi esperti nazionali di riabilitazione uditiva, in occasione del forum sul tema 'Strategie integrate per la riabilitazione uditiva: dalle protesi acustiche all'impianto cocleare', promosso e organizzato dalla Clinica di Otorinolaringoiatria della Azienda universitario-ospedaliera Giuliano-isontina, a cura del direttore Giancarlo Tirelli. L’evento - informa una nota - permetterà di fare il punto sulle strategie diagnostiche e terapeutiche più innovative e sulle straordinarie tecnologie che permettono oggi di contrastare la sordità e di cogliere le grandi sfide sanitarie e sociali del nostro tempo. In Italia, infatti, l'ipoacusia interessa circa il 12% della popolazione, pari a oltre 7 milioni di persone, e la sua incidenza aumenta drasticamente con l'età: ne soffre 1 over 65 su 3, circa il 50% delle persone tra i 61 e gli 80 anni, e fino al 60% negli over 80. "Secondo gli studi scientifici più recenti – spiega Tirelli - il deficit uditivo è associato a isolamento sociale, decadimento cognitivo, depressione e aumento del rischio di demenza. L'ipoacusia, quindi, non è soltanto una riduzione della capacità di sentire: è una condizione che può compromettere la comunicazione, le relazioni sociali, l'autonomia personale e, nel lungo periodo, anche le funzioni cognitive. Oggi disponiamo di tecnologie straordinariamente efficaci che consentono di restituire una buona capacità uditiva anche a pazienti affetti da sordità molto grave. Il nostro obiettivo è diffondere una maggiore consapevolezza sull'importanza della diagnosi precoce e dell'accesso tempestivo ai percorsi riabilitativi".







