In Italia, su 7 milioni di persone che soffrono di ipoacusia (12,4% della popolazione italiana) 112mila (1,6%) sono under 14 e 300mila (il 4,4%) sono giovani under 24.
Dati che mettono in luce l'importanza della collaborazione tra scuola, territorio e sistema sanitario per un coinvolgimento attivo di famiglie, insegnanti e comunità, al fine di garantire interventi tempestivi e inclusivi, come indicato anche dall'Oms che il 3 marzo celebra la Giornata Mondiale dell'Udito 2026, ponendo particolare attenzione alla salute uditiva dei bambini e degli adolescenti.
"Oggi la tecnologia per la diagnosi e la riabilitazione uditiva è disponibile ed è sempre più avanzata: la vera sfida è fare in modo che possa raggiungere tutti i bambini nei tempi giusti e accompagnarli lungo l'intero percorso di crescita.
L'innovazione nei dispositivi medici per l'udito è decisiva proprio perché interviene in tutte le fasi della presa in carico: anticipa l'accesso, grazie a diagnosi sempre più precoci e accurate, lo allarga portando le soluzioni anche nei territori più periferici attraverso strumenti portatili e teleaudiologia, lo semplifica con dispositivi meno invasivi e sempre più personalizzati e lo rende continuo, creando un collegamento reale tra ospedale, territorio e scuola", ha dichiarato Sandro Lombardi presidente di Anifa, Associazione nazionale dei fabbricanti di audioprotesi, che fa parte di Confindustria Dispositivi Medici.









