In occasione della Giornata Mondiale dell'Udito, che si celebra oggi, l'attenzione della comunità scientifica si concentra non solo sulla prevenzione e sulla cura dei disturbi uditivi, ma anche sul loro possibile ruolo come indicatori di patologie neurologiche gravi, come l'ictus. Uno studio pubblicato su The Lancet Neurology e condotto presso l'UCL Queen Square di Londra ha analizzato un campione di pazienti giunti al pronto soccorso per sospetto ictus e che riferivano anche problemi di udito. I ricercatori sottolineano come un particolare tipo di ictus, quello della circolazione posteriore del cervello, venga spesso diagnosticato in ritardo poiché i sintomi sono meno evidenti e meno conosciuti.

Deficit uditivo come sintomo

A differenza degli ictus del circolo cerebrale anteriore, caratterizzati da segni riconoscibili come la paralisi del volto o degli arti e disturbi del linguaggio, quelli del circolo posteriore possono manifestarsi con sintomi più sfumati, come vertigini, capogiri e alterazioni dell'udito. Lo studio ha preso in esame 71 pazienti che si erano presentati in pronto soccorso per capogiri o vertigini: il 10% di loro riferiva anche problemi di udito, che tuttavia non erano stati valutati inizialmente. In seguito, sottoponendo gli stessi pazienti a un test audiologico, è stato identificato un deficit uditivo asimmetrico nel 15% del campione; nel 54,5% di questi casi è stato poi diagnosticato un evento vascolare acuto che inizialmente era passato inosservato.