La tempestività è fondamentale quando si parla di cancro. Una diagnosi precoce e un trattamento mirato possono aumentare notevolmente la percentuale di sopravvivenza. Oggi servono esami su esami, alcuni invasivi, e ricorrere alla diagnostica per immagini, ma un nuovo strumento potrebbe evitare questo passaggio e rendere la diagnosi più veloce.

Si chiama C the Signs ed è un dispositivo che aiuta i medici ad analizzare le cartelle cliniche dei pazienti per determinare se sono a rischio o meno di sviluppare un cancro. L’obiettivo è intervenire ad uno stadio in cui la malattia sia curabile, riducendo così la mortalità. Come comunicato dall’azienda produttrice a Newsweek, attualmente è in fase di valutazione presso la Food and Drug Administration (FDA) per renderlo disponibile in America già dal prossimo anno. Nel Regno Unito invece già 11mila professionisti del Servizio Sanitario Nazionale lo stanno utilizzando ed ha portato all’identificazione di 75mila persone con un tumore. Si è visto inoltre che riduce il tempo di diagnosi del 21%.Sempre a Newsweek, la dottoressa Bea Bakshi, co-fondatrice e Ceo di C the Signs, ha dichiarato anche che potrebbe essere il primo dispositivo senza bisogno di prescrizione ad essere approvato negli Stati Uniti. Questo perché l’FDA l’ha classificato come De Novo, denominazione che viene data a dispositivi innovativi a basso-moderato rischio. Nonostante sia ancora al vaglio dell’FDA, tramite uno studio – come spiegato dalla dott.ssa Bakshi – 250mila americani potrebbero avervi accesso.Il batterio "mangia-tumori" che li divora dall'interno: cosa dice un nuovo studio belgaCome funziona C the Signs quali benefici economici porta C the Signs in 60 secondi analizza la storia clinica del paziente, comprese visite e prescrizioni precedenti, individuando schemi ricorrenti nel suo stato di salute (qualcosa che potrebbe facilmente sfuggire anche al medico più meticoloso). Un esempio? Il graduale aumento dei globuli bianchi nel corso del tempo che, sebbene in un singolo esame potrebbe essere normale, se ricorrente e aumentato gradualmente potrebbe essere segnale di un rischio precoce di cancro. La dott.ssa Bakshi ha spiegato che, essendo molto difficile diagnosticare il cancro a una persona, C the Signs «elimina ogni incertezza» e che «per ogni singolo paziente, al primo contatto, identifichiamo i dati e lo indirizziamo al percorso giusto al momento giusto». Come spiega l’esperta, il dispositivo arriva ben prima dei cosiddetti “segnali d’allarme”, come può essere un nodulo o un cambiamento in una o entrambe le mammelle nei casi di tumore al seno. Avendo modelli diversi per ogni tipo di cancro, la sua accuratezza nel fare diagnosi è del 94%. Se un paziente viene identificato come a rischio cancro, i medici agiranno di conseguenza prescrivendo tutti gli esami del caso.Le cure oncologiche costano e C the Signs interviene anche per arginare questo problema. A Newsweek Gregory Simon, consulente statunitense di C the Signs ed ex direttore esecutivo della task force "Cancer Moonshot" della Casa Bianca sotto la presidenza di Joe Biden ha dichiarato che «offre una diagnosi precoce e accurata di un numero maggiore di tumori rispetto ad altri test sul mercato» ed è «notevolmente meno costoso e rende lo screening il più semplice possibile». E ha aggiunto: «Questo ridurrà i costi della cura del cancro e, soprattutto, salverà molte vite. In molte regioni del mondo, la diagnosi precoce è l'unico modo per curare il cancro, perché le terapie per le fasi avanzate non sono disponibili o hanno prezzi proibitivi».L'esperto Madabhushi: «Promettente per la cura del cancro» Sull’argomento hanno dato la propria opinione diversi esperti tra cui Anant Madabhushi, direttore esecutivo dell’Emory University Empathetic AI for Health Institute. A Newsweek ha detto che C the Signs rappresenta «direzione davvero promettente per la cura del cancro, e penso che la premessa di base sia valida».«Per i pazienti americani, il potenziale valore è reale» ha spiegato. «Il sistema di assistenza sanitaria primaria statunitense è sottoposto a una notevole pressione in termini di capacità, e uno strumento che analizzi passivamente e continuamente le cartelle cliniche elettroniche (EHR) esistenti alla ricerca di segnali di rischio di cancro, senza richiedere ulteriori test, esami di diagnostica per immagini o visite mediche, potrebbe ampliare significativamente la portata di un medico, in particolare nelle comunità svantaggiate dove l'accesso alle cure specialistiche è limitato». Ma non è così semplice, ci sono degli aspetti nella procedura di validazione che meritano attenzione: «i dati demografici, i profili di comorbilità, le pratiche di documentazione delle cartelle cliniche elettroniche e i percorsi di cura negli Stati Uniti differiscono in modo significativo da quelli del Servizio Sanitario Nazionale (NHS) britannico».«Ho un tumore ai polmoni al quarto stadio, ma sono ancora viva. Per i dottori ne avevo per 11 mesi»I rischi secondo il professor Walt: «Uno stress psicologico inutile per i pazienti» Se Bakshi ha riportato uno studio a supporto del dispositivo da parte della Mayo Clinic, che ha esaminato un milione di pazienti tra Arizona, Florida e Minnesota trovando un paziente su quattro che poteva essere identificato tra 12 mesi e 5 anni prima della diagnosi, Madabhushi vorrebbe vedere applicato «in diverse coorti americane prima della diffusione su larga scala» e che l’utilità di questo strumento va di pari passo al sistema, se in grado di intervenire in modo precoce ed equo.Madabhushi è ottimista con riserve, mentre David Walt, professore di ingegneria bioispirata presso la Harvard Medical School, non è certo dei benefici di questa tecnologia. Infatti ha affermato che esistono molti altri sistemi di intelligenza artificiale che utilizzano un approccio simile a quello di C the Signs: «Non sono sicuro che fornire alle persone aggiornamenti continui sul loro rischio di cancro sia l'approccio migliore da implementare», aggiungendo che probabilmente ci saranno "molti falsi positivi”. Ciò significa che quando le persone riceveranno la notizia d’essere più soggetti al rischio di cancro «richiederanno ulteriori test e subiranno uno stress psicologico inutile».