Diagnosi più precoci, meno invasive, più precise: la nuova frontiera della lotta ai tumori passa anche da qui. Negli ultimi anni la ricerca oncologica ha compiuto progressi significativi nello sviluppo di strumenti capaci di individuare la malattia nelle sue fasi iniziali o di monitorarne l’evoluzione nel tempo. Tra le tecnologie più promettenti si afferma la biopsia liquida, un semplice esame del sangue che consente di rilevare tracce tumorali senza ricorrere a procedure invasive. In questo scenario si inserisce l’esperienza di Tethis, azienda diagnostica con sede a Milano impegnata nello sviluppo di un flusso di lavoro innovativo per integrare la biopsia liquida nella pratica clinica, con particolare attenzione all’ambito oncologico.

Fondata nel 2004 come spin-off tecnologico, l’azienda ha costruito nel tempo una piattaforma che combina materiali avanzati e intelligenza artificiale. Il cuore della tecnologia è rappresentato da vetrini per microscopia ricoperti con nanomateriali biocompatibili, in grado di catturare cellule biologiche che normalmente non aderirebbero alle superfici, insieme a strumenti per la preparazione del campione e ad algoritmi per l’identificazione delle cellule tumorali. Come spiega il ceo Holger Neecke, “abbiamo sviluppato una tecnologia basata su sottili rivestimenti metallici applicati ai vetrini da microscopia. Abbiamo scoperto che queste superfici permettono alle cellule biologiche di aderire molto meglio”. Una scoperta che ha aperto la strada alla biopsia liquida: “Da lì abbiamo iniziato ad analizzare direttamente il sangue e le cellule che contiene”.