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L’appello degli oncologi: «Sbloccare subito 15 milioni per le biopsie liquide»
Pubblicato il: 20/05/2026 – 14:01
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Oggi in Italia, per 15.500 donne con tumore al seno metastatico ormonoresponsivo/Her2 negativo è necessaria la biopsia liquida per selezionare le terapie più efficaci. Però, solo la metà delle pazienti riesce ad accedere a questo esame, a causa di reti diagnostiche ancora fragili e una frammentazione regionale. Per garantire l’esame in modo uniforme su tutto il territorio è necessario destinare 15 milioni ricavandoli dal fondo di 238 milioni per il potenziamento della sanità inseriti nella Legge di Bilancio 2026. È l’appello della comunità oncologica e delle associazioni dei pazienti, lanciato in una conferenza stampa a Milano. Il finanziamento della biopsia liquida per la ricerca delle mutazioni di Esr1 (il principale meccanismo di resistenza acquisita alla terapia ormonale), si legge in una nota, è già previsto dal provvedimento legislativo dallo scorso dicembre. “Vanno subito sbloccate le risorse economiche – aggiunge – e il test deve uscire dai laboratori di ricerca per diventare una opportunità concreta offerta dal Servizio Sanitario Nazionale”.“Ogni anno nel nostro Paese, più di 53mila donne si ammalano di tumore del seno – sottolinea Giuseppe Curigliano, Presidente Eletto dell’European Society for Medical Oncology e Professore del Dipo-Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia dell’Università di Milano -. Con l’approvazione di nuove terapie orali è cambiata radicalmente la gestione dei casi metastatici positivi per i recettori degli estrogeni (Er) e negativi per Her2”. Individuarle le mutazioni di Esr1, dopo una progressione di malattia metastatica, aggiunge, “significa offrire una possibilità concreta di accedere ad un trattamento efficace, che consenta anche di mantenere una buona qualità di vita. Grazie alla terapia mirata, identificata a seguito di una mutazione genomica, la sopravvivenza libera da progressione può aumentare del 45%. È un vantaggio clinico senza precedenti in questa linea di trattamento, che non possiamo negare alle pazienti”. (Ansa) Argomenti










