Affrontare un tumore del seno metastatico significa convivere ogni giorno con domande, paure e nuove scelte. Per molte donne l’accesso agli esami più innovativi può fare la differenza, ma non sempre questo accade. In Italia, solo una donna su dieci con tumore del seno metastatico endocrino responsivo ha effettuato una biopsia liquida. Ad accendere i riflettori su questo tema sono i risultati di una survey promossa da Fondazione Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica) tra malati e caregiver nell’ambito della campagna nazionale Tumore del Seno Metastatico e la Mutazione ESR1 e presentati oggi al termine del progetto che è stato reso possibile con la sponsorizzazione non condizionante di Menarini Stemline.

Tumore alla prostata, ancora troppi pochi diritti e tutele dopo la chirurgia

03 Dicembre 2025

Cosa pensano pazienti e caregiver

La survey promossa da Fondazione Aiom mostra un quadro chiaro. Per pazienti e caregiver la biopsia liquida è percepita come un esame prezioso. Il 58% la considera indolore, il 6% sottolinea l’assenza di effetti collaterali, il 37% valuta positivamente i costi contenuti e il 41% apprezza il fatto che possa essere ripetuta nel tempo. Il 62% ritiene che le terapie innovative debbano essere subito disponibili nel nostro Paese, mentre per il 29% queste cure hanno meno controindicazioni rispetto ai trattamenti tradizionali. Resta, però, un nodo informativo. Il 3% pensa che non sia possibile cronicizzare il tumore del seno metastatico, solo il 12% sa dell’esistenza di mutazioni come ESR1 e oltre l’80% chiede più informazioni sulla malattia.