In Italia, si stima che circa 40-50 mila donne convivano con un tumore al seno metastatico. Molti casi, dunque, di cui è sempre più importante comprendere il profilo molecolare. Il motivo? Personalizzare le cure, per migliorare aspettativa e qualità di vita. Proprio il carcinoma mammario metastatico è stato oggi al centro del convegno sulla diagnostica molecolare e le nuove terapie mirate promosso da Fondazione Aiom (Associazione Italiana Oncologia Medica), che si è tenuto all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
L’era della biopsia liquida
I farmaci a bersaglio molecolare stanno cambiando il panorama della cura del cancro al seno, ma per poterli impiegare è fondamentale individuare le mutazione “target”. E qui entra in gioco anche la biopsia liquida: un esame del sangue non invasivo che consente di analizzare frammenti di Dna tumorale circolante (ctDna) per identificare mutazioni rilevanti, come quelle del gene Esr1, di Pi3K/Akt o ancora le alterazioni dei geni Brca1 e Brca2.
Pazienti, ma non troppo: accelerare l’accesso alle terapie per il tumore al seno metastatico
09 Ottobre 2025







