di
Vera Martinella
Questi test vengono spesso offerti, a pagamento, come «prevenzione personalizzata», ma non esistono prove che siano efficaci. In più hanno dei rischi, fra i quali: sovradiagnosi, falsi positivi, procedure invasive successive
La parola cancro fa ancora molta paura. Nonostante oggi sempre più persone riescano a guarire, o convivere per anni con un tumore, quella oncologica è una delle patologie più temute dagli italiani. E se è vero che a fare la differenza nelle probabilità di superare un tumore è la diagnosi precoce, è altrettanto vero che migliaia di connazionali rifiutano di fare quegli esami salvavita offerti gratuitamente dal Sistema sanitario nazionale: la mammografia per il cancro al seno, Pap test o HPV test per la cervice uterina e test Sof (ricerca del sangue occulto nelle feci) per il colon-retto.Sul fronte opposto, soprattutto negli ultimi anni, è cresciuto il marketing di chi sponsorizza, a pagamento, esami del sangue che sarebbero in grado di scovare un tumore ancora prima che sia rilevabile da qualsiasi macchinario, o TAC total body da ripetere periodicamente per visualizzare ipotetiche prime lesioni cancerose.
Il mercato della prevenzione personalizzata«Negli ultimi anni si è sviluppato un vero e proprio mercato della "prevenzione personalizzata", nel quale esami complessi e costosi vengono proposti direttamente ai cittadini attraverso campagne pubblicitarie che fanno leva su paure profondamente radicate: il timore di una diagnosi tardiva, l'ansia per il cancro e il desiderio di utilizzare le tecnologie più avanzate per proteggere la propria salute» sottolinea Nicoletta GandolfoPresidente Nazionale della SIRM, la Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica.Il messaggio pubblicitario implicito è semplice: «più si cerca, più si previene», ma questo slogan non trova conferma nelle evidenze scientifiche oggi disponibili. E c'è di più: la TAC utilizza radiazioni ionizzanti. Il rischio individuale è basso quando l'esame è appropriato, ma non è nullo e non dovrebbe essere accettato senza una valida indicazione clinica.La medicina preventiva non si basa sulla quantità di esami eseguiti, ma sulla dimostrazione che questi esami producano un beneficio netto per la persona sottoposta allo screening. Insomma, devono esserci più pro che contro nell'effettuare un esame, che deve essersi dimostrato utile ed efficace e, nelle persone sane, la TAC total body non ha dimostrato di ridurre la mortalità o aumentare l'aspettativa di vita.








