| 11 Giugno 2026 18:03 |

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(Adnkronos) – “Quando una Tac total body viene proposta a individui asintomatici e a basso rischio, il cittadino viene spesso presentato come un potenziale beneficiario di una diagnosi precoce. Più raramente vengono illustrati con la stessa enfasi i rischi di sovradiagnosi, falsi positivi, incidentalomi, procedure invasive successive ed esposizione a radiazioni ionizzanti. Si crea così un’asimmetria informativa che può compromettere una decisione realmente consapevole”. Lo afferma in una nota Nicoletta Gandolfo, presidente nazionale Società italiana di radiologia medica e interventistica. ricordando come “negli ultimi anni si è sviluppato un vero e proprio mercato della ‘prevenzione personalizzata’, nel quale esami complessi e costosi vengono proposti direttamente ai cittadini attraverso campagne pubblicitarie che fanno leva su paure profondamente radicate: il timore di una diagnosi tardiva, l’ansia per il cancro e il desiderio di utilizzare le tecnologie più avanzate per proteggere la propria salute”. Il messaggio “implicito è semplice e potente: ‘più si cerca, più si previene’. Tuttavia – spiega Gandolfo – questo slogan non trova conferma nelle evidenze scientifiche disponibili. La medicina preventiva non si basa sulla quantità di esami eseguiti, ma sulla dimostrazione che tali esami producano un beneficio netto per la persona sottoposta allo screening”.