Esami inutili uguale spese inutili e allungamento delle liste di attesa. Ma soprattutto, quando si parla di radiologia, esposizione a radiazioni superflue che possono essere dannose per la salute del paziente e anche dell’operatore. Tutti effetti collaterali della cosiddetta medicina difensiva. A ricordarlo è la Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (Sirm) alla vigilia della Giornata nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita, che si celebra il 17 settembre. E proprio per aumentare la consapevolezza su questi temi, ha tenuto oggi un convegno a Roma, presso la sua sede del Centro Studi Cardello.
Troppe Tac aumentano il rischio cancro (del 5%, come l’obesità)
Dosi di radiazioni sempre più basse
I progressi dell’innovazione hanno permesso di ridurre fortemente la quantità di emissioni, ma va sempre tenuto alto il livello di attenzione, come ricordano Nicoletta Gandolfo, presidente nazionale Sirm, e Direttore del Dipartimento Immagini e Coordinatore della Breast Unit Asl3 di Genova, e Luca Brunese, presidente eletto Sirm: “La radiologia medica si è fortemente evoluta e interviene in tutti i percorsi, dalla prevenzione, alla diagnosi, alla stadiazione, al follow-up. Proprio per questo diventa fondamentale concentrarsi sulla sicurezza attraverso il percorso di formazione degli operatori, la corretta informazione al paziente, la collaborazione con gli altri clinici e con le altre società scientifiche, tra cui l’Associazione italiana di oncologia medica”.







