Italia paese di santi, poeti, navigatori e Zone a Traffico Limitato. Su circa 500 ZTL attive in Europa, ben 446 si trovano in Italia. Sembra un dato decisamente improbabile ma la conferma arriva dalla ricerca “Auto e Città, oltre il divieto” dell’Osservatorio Auto e Mobilità della Luiss Business School che analizza il rapporto tra mobilità privata e spazio urbano alla luce delle nuove esigenze ambientali, economiche e sociali. L’analisi si focalizza sul ruolo degli Uvar (Urban Vehicle Access Regulation), le misure che regolano l’accesso dei veicoli negli spazi urbani per ridurre traffico, congestione e inquinamento, nonché di altri strumenti di regolamentazione della mobilità come le Zone 30 e le Aree pedonali.
Gli Uvar comprendono diverse tipologie di misure, per le quali la ricerca propone una precisa classificazione in cinque categorie: Congestion Charge, Low Emission Zone (Lez), Zone a Traffico Limitato (ZTL), Aree pedonali e altre limitazioni specifiche per particolari categorie di veicoli. Più in generale, il nostro Paese concentra 485 misure di limitazione dell’accesso – tra ZTL, Low Emission Zone (Lez) e sistemi di congestion charge – oltre la metà del totale europeo (56,2%) che ammonta a 863 interventi.










