Lo scrittore calabrese Carmine Abate vince il Premio Navicella d’Oro Letteratura per la sua voce narrativa profondamente legata al Sud delle origini ma capace di allargarsi a una prospettiva universale, per la testimonianza di un’identità plurale, per il vivere per “addizione” di radici e approdi – che è la cifra più forte e riconoscibile della sua ormai vasta produzione letteraria (l’ultimo romanzo, dello scorso anno, è «Un paese felice»: la storia misconosciuta di Eranova, il paese calabrese “sacrificato” a un progresso mai giunto) – , anime e culture, esperienze e incontri, appartenenze e spostamenti.Istituito nel 2008 dalla Società Geografica Italiana in occasione del Festival della Letteratura di Viaggio, il Premio è stato assegnato negli anni, in diverse categorie, a scrittori come Claudio Magris, Tahar Ben Jelloun, Luis Sepúlveda, a registi come Bernardo Bertolucci e Giuseppe Tornatore. Tutti autori che con grande forza e originalità hanno raccontato luoghi e culture, e dato voce a genti e individui, cambiando il nostro sguardo.La Navicella d’Oro per la letteratura verrà consegnata allo scrittore di Carfizzi – premio Campiello con «La collina del vento» (Mondadori 2012), e le cui opere sono tradotte in molti Paesi – domenica a Roma, a Villa Celimontana (ore 18.30). Durante la cerimonia, suggestivamente intitolata «Parole per dire il mondo», la Navicella d’Oro per la poesia verrà assegnato ad Antonella Anedda. Premierà Massimiliano Tabusi, vicepresidente della Società Geografica Italiana. Coordinerà Tommaso Giartosio.Oggi nella sua Calabria – a Zumpano – Abate riceverà il premio Castello Svevo «Giuseppe Spizzirri Marzo», conferito dal Lions Club Cosenza Castello Svevo, introdurrà Rosalba Baldino; lo scrittore converserà Pino Sassano.