Dal 7 al 14 giugno a Roma si tiene il Festival della Letteratura di Viaggio dedicato al “Sud”. Premiati con la Navicella d’Oro, Dario Brunori e Carmine Abate

Dario Brunori e Carmine Abate non si assomigliano molto, in apparenza. Uno canta (e scrive) canzoni, l’altro scrive romanzi. Uno è cresciuto in provincia di Cosenza, e vive nell’ormai famigerata San Fili con l’albero delle noci a fargli da sfondo, l’altro in un paese arbëreshë della provincia di Crotone, Carfizzi, dove si parla ancora una lingua che l’Italia ufficiale non sa nemmeno pronunciare. Eppure il Festival della Letteratura di Viaggio li premia insieme, con la Navicella d’Oro 2026, e la scelta ha una precisa, definita logica un indelebile filo rosso: la Calabria, che è Sud nel Sud.La XVII edizione, del Festival della Letteratura di Viaggio, in programma dal 7 al 14 giugno 2026 a Villa Celimontana, è organizzata dalla Società Geografica Italiana e ruota attorno a una parola che in Italia continua a pesare, a dividere, a non trovare pace. Sud. Non come destinazione turistica, non come problema da risolvere, ma come prospettiva. Una lente attraverso cui guardare il mondo, il Mezzogiorno d’Italia, certo, ma anche il Sud globale, il postcoloniale, le migrazioni, l’ambiente.