La «Questione meridionale» fuori dai radar. Voci a confronto: torna l'appuntamento con Dialoghi Meridiani. Partecipano al dibattito lo scrittore Nicola Lagioia e il cantautore Eugenio Bennato.

«Il Meridione non muoia in un b&b» Lagioia: rivendicare la forza del nostro immaginario

Nicola Lagioia, barese, scrittore e conduttore radiofonico, già direttore del Salone internazionale del Libro di Torino (2017-2023), il Sud è sparito dall’agenda?«Dall’agenda politica certamente sì. Direi piuttosto che negli ultimi anni ci si è concentrati sulla questione settentrionale: la parte più ricca del Paese ha rivendicato la libertà di disinteressarsi della parte con meno risorse che, quindi, è stata abbandonata».

E fuori dall’agenda politica?«Qui il discorso cambia radicalmente. Dal punto di vista dell’immaginario il Sud pesa tantissimo: se pensiamo alla letteratura, al cinema, all’arte, alla musica, l’identità italiana è inimmaginabile senza la cultura che si fa da Roma in giù. È un curioso dislivello tra quanto il Sud pesa dal punto di vista politico, cioè pochissimo, e quando invece conta dal punto di vista culturale».

Ma questa presenza così forte nell’immaginario che ricadute ha?«Purtroppo molto poco anche perché i luoghi della produzione culturale, sia editoriale che cinematografica o musicale, sono quasi tutti a Nord. Al massimo c’è un riverbero dal punto di vista turistico».