La digitalizzazione del processo penale rappresenta una frontiera imprescindibile per il sistema giudiziario, ma ciò deve passare dalla dotazione di strumenti efficienti e dalla risoluzione di tutte le criticità: dotazioni hardware scarse e obsolescenti, rete lenta e malfunzionante che si interrompe di frequente, disallineamento degli applicativi per visionare gli atti e blocco di App (Applicativo per il Processo Penale), la piattaforma del Ministero della Giustizia per il deposito telematico di atti, memorie e documenti. Di questo si è parlato nella conferenza stampa convocata a Palazzo di giustizia dall’Anm distrettuale di Bari e a cui hanno partecipato i presidenti del Tribunale di Bari e Foggia, i procuratori di Bari, Foggia e Trani, e alcuni presidenti delle sezioni penali dei Tribunali del distretto.
Uno dei problemi più gravi riguarda la connettività della rete, che è condizione necessaria del funzionamento degli applicativi del processo penale telematico. Interruzioni della connettività, anche solo di alcune ore come accaduto recentemente (il 29 maggio, da ultimo) può di fatto paralizzare l'attività degli uffici; sarebbe necessario creare un canale di connessione alternativo a quello principale per dare continuità operativa alla rete in caso di emergenza. Una connettività performante è inoltre presupposto per una celere gestione dei flussi. Poi ci sono i problemi del software App che viene aggiornato continuamente, talvolta senza adeguato preavviso o quando sono ancora in corso le udienze, con conseguente blocco dell’applicativo e impossibilità di depositare gli atti.







