Un'app che "paralizza la giustizia".

Le toghe tornano a criticare lo strumento digitale nato, nelle intenzioni del ministero, per rendere più veloce ed efficace il lavoro all'interno dei tribunali e delle procure e denunciano "i disservizi e malfunzionamenti".

A lanciare l'allarme, dopo i problemi riscontrati nel gennaio del 2024, è anche il Procuratore di Milano, Marcello Viola che, secondo quanto anticipato dal Corriere della sera, ha disposto la sospensione "della redazione e deposito per via telematica di tutti gli atti definitori dei procedimenti pendenti in fase di indagini preliminari fino alla accertata risoluzione della problematica". Il capo dei pm meneghini, in una direttiva inviata a tutti i pm, ha autorizzato il "deposito analogico" degli atti facendo riferimento alle segnalazioni del malfunzionamento dell'app che "incide in modo radicale sul regolare funzionamento dell'Ufficio". Una decisione che ha portato il ministero della Giustizia ad intervenire con un aggiornamento del software. "Il sistema funziona regolarmente - fanno sapere da via Arenula - tutti gli atti risultano visibili e vistati" aggiungendo che comunque "prosegue il monitoraggio tecnico per garantirne la stabilità".