Il più grande importatore mondiale di greggio ha drasticamente tagliato gli acquisti ai minimi da quasi un decennio. Non per generosità, ma perché ne ha accumulato abbastanza da non aver bisogno (per ora) di comprarlo ai prezzi correnti. Senza il suo intervento, il barile sarebbe ben oltre i 100 dollari

Aggiornato alle 17:05

Mentre il mondo non sa come tamponare la grave carenza petrolifera globale, il più grande acquirente di barili del pianeta ha drasticamente, e volontariamente, tagliato le importazioni. Lo certificano gli ultimi dati rilasciati dalle dogane cinesi, secondo cui a maggio Pechino ha importato 33 milioni di tonnellate, pari a 7,8 milioni di barili al giorno contro una media di 11,6 milioni nell'intero 2025.