Dopo la "guerra" alle torri 5G, in passato accusate persino di diffondere il COVID-19, in questi giorni si è aperto un "nuovo fronte del NO". Questa volta, a essere stata presa di mira è stata la rete in fibra ottica e, in particolare, alcuni armadi stradali situati a Fondi, nella provincia di Latina, che sono stati aperti e danneggiati, causando notevoli disservizi agli utenti nell'area.
Un messaggio chiaro
Quelli che inizialmente erano stati descritti come "un gruppo di vandali", come riportato da Latina News, aveva anche lasciato alcuni messaggi per chiarire la finalità del gesto e, quindi, il motivo dietro al danneggiamento dell'infrastruttura della fibra nella zona. Tra i messaggi lasciati si leggeva: "Per gli operatori TIM/Fibra. Forse non vi è chiaro, dovete rimuovere tutto!!!!!" oppure "Spostate queste radiazioni sotto le case di chi crede che non fanno male alla salute!!!".
Il messaggio è chiaro: chi ha danneggiato gli armadi stradali della fibra ritiene, senza alcuna base scientifica, che quest'infrastruttura possa in qualche modo generare delle radiazioni dannose per la salute.
La situazione è ancora più paradossale se si considera che, a differenza delle torri 5G (dove effettivamente ci sono delle onde radio, con limiti particolarmente stringenti, soprattutto in Italia, per garantire la sicurezza), la trasmissione dei dati con la fibra è interamente cablata e non prevede alcuna trasmissione wireless.












