Oltre 730.000 posizioni bandite su inPA dall'avvio del portale. Gli utenti registrati sono 3,2 milioni. Il 55% degli iscritti ha meno di 40 anni e il 30% è under 35
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Da alcuni anni la PA italiana ha ripreso ad assumere. Secondo i dati strutturali del Dipartimento della Funzione Pubblica, dall'avvio del portale del reclutamento inPA (luglio 2022) a oggi sono oltre 730mila le posizioni bandite dalle PA italiane, con più di 63mila pubblicazioni tra bandi di concorso, avvisi di selezione e procedure di mobilità. E il settore pubblico è sempre più attrattivo per giovani qualificati. In un contesto ancora caratterizzato dall'età media avanzata (circa 49 anni), oltre la metà (55%) dei 3,2 milioni di iscritti a inPA ha un'età inferiore ai 40 anni, il 30% è addirittura under35.
Ricambio generazionale e intelligenza artificiale
La prima grande sfida da affrontare nella PA è gestire il ricambio intergenerazionale, che secondo gli stessi dipendenti pubblici non può essere semplice sostituzione anagrafica: come emerge dalla ricerca "La Pubblica Amministrazione infrastruttura strategica del Paese" presentata da FPA, società del Gruppo Digital360, in apertura di FORUM PA 2026, il 60% chiede programmi di mentoring per consentire ai lavoratori senior di trasmettere le competenze ai più giovani, il 45% reverse mentoring perché siano i giovani a trasmetterle ai più senior, il 50% modalità di lavoro più flessibili, il 47% percorsi formativi differenziati per età. In questo contesto, irrompe con forza l'intelligenza artificiale, che negli uffici pubblici è già una realtà. Il 66% dei dipendenti usa strumenti di IA generativa nel suo lavoro, soprattutto per compiti di base. Ma in 6 casi su 10 l'uso dell'IA è lasciato alla libera iniziativa individuale, senza regole definite, formazione, strumenti sicuri, sperimentazioni e linee guida.










