Caricamento player

Lunedì Intesa Sanpaolo ha fatto un’offerta per comprare MPS, ex Monte dei Paschi di Siena. Potrebbe sembrare una notizia tra le tante che popolano le pagine economiche dei quotidiani, e invece è una di quelle che finisce nelle prime pagine, e che anzi fa il titolo di apertura. Le ragioni sono molte: i soggetti coinvolti, che sono molti; l’importo totale dell’operazione, 30,6 miliardi di euro; e il fatto che, se l’operazione andasse a buon fine, cambierebbe profondamente il settore bancario, ancora una volta dopo le grandi acquisizioni tra istituti degli ultimi due anni, note come “risiko bancario”.

La potenziale acquirente è la seconda banca italiana per valore ma probabilmente la più influente di tutte. E la potenziale comprata è una banca dalla storia travagliata che nell’ultimo anno e mezzo si era resa protagonista di un’operazione clamorosa, quella che l’aveva portata a comprare la più prestigiosa banca d’affari italiana, Mediobanca. In mezzo ci sono altre grandi istituzioni finanziarie, tra cui la grande compagnia assicurativa Generali, ma anche Unipol, BPER e Banco BPM. Un altro aspetto significativo dell’operazione, poi, è chi lascia fuori: Unicredit, la prima banca italiana, a cui Intesa vuole ora togliere il primato.