L'amicizia con il possibile nuovo n. 1 Figc e l'ingaggio ridotto tra i motivi della scelta
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Chi si meraviglia del successo europeo dell'under 17 guidata da Franceschini non è documentato. Il successo guadagnato a Tallin, maturato ai rigori contro il Belgio (merito anche del portiere pugliese Lupo) non è un inedito ma l'ennesima perla da aggiungere alla collana prestigiosa delle nazionali giovanili (Viscidi, portato in federcalcio da Sacchi, ne è il coordinatore). Significa molto semplicemente che nel nostro calcio germogliano talenti a quell'età che avrebbero bisogno di piantare le loro radici in un terreno coltivato. Il secondo 1 a 0 realizzato dalla giovanissima Italia traslocata dall'under 21 alla Nazionale maggiore per volere di Silvio Baldini, ct a interim, è la conferma ulteriore che ci sono candidati a salire lo scalino che divide da sempre queste nazionali dal posto in serie A. Ora, con alle spalle questo ricambio generazionale, la scommessa più rischiosa è quella di scegliere un ct che tenga nel conto debito tali indicazioni e riesca a promuovere il giusto mix tra gli esponenti più collaudati e qualche rampollo tipo appunto Pio Esposito, Pisilli, Palestra che hanno già messo piede nel campionato maggiore. Ecco perché sulle spalle di Giovanni Malagò, scontato candidato eletto alle elezioni figc del 22 giugno, pesa una gigantesca responsabilità: dare alla Nazionale una guida autorevole e capace di affrontare le prossime impegnative scadenze (prima l'europeo tra due anni e poi il mondiale 2030).














