«Siamo concentrati su Commerzbank». Da domenica sera, Andrea Orcel ripete lo stesso refrain a tutti gli investitori che lo interrogano sulla sua contromossa rispetto all’Opas di Intesa Sp su Mps, che ha anche acquistato il 3,01% di Generali - dove Unicredit ha l’8,75% -, con le modalità Gae Aulenti, cioè tramite derivati, sparigliando le carte. L'affondo improvviso di Carlo Messina delinea una riconfigurazione ponderata degli equilibri finanziari italiani, per questo gli occhi del mercato sono rivolti su Orcel che ha un legame di ferro con Delfin, la holding degli eredi Del Vecchio: è uno scrigno che custodisce il 2,7% di Gae Aulenti, il 32,4% di Essilux, il 17,5% di Mps, il 10,5% di Generali, il 28% di Covivio per un controvalore (Nav) sceso a circa 44,5 miliardi. Con l’Opas, Intesa svetterà con 126 miliardi di capitalizzazione, distanziando Unicredit (107). C’è chi non esclude che Orcel possa nuovamente tentare su Bpm, 11 mesi dopo l’abbandono, approfittando che la Ue sta annacquando il rigore del Golden Power, azionato lo scorso anno dal governo. Ma per varie ragioni questa minestra riscaldata trova scarso credito.