di
Federico Fubini
Il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, rompe gli indugi per la banca senese. La grande incognita di Unicredit: cosa farà ora Orcel
Dietro la nuova fiammata di piani di fusioni e acquisizioni in Italia si fanno sentire anche due fattori di poche settimane fa. Il 14 maggio il principaleindice di borsa di Milano, il Ftse-Mib, è tornato a toccare per la prima volta dall’inizio del secolo i 50.000 punti: più 23,5% in un anno. Ma sotto la superfice, se tutto appare tornato com’era, tutto nella sostanza è diverso. Nota Brightside Capital che nel Duemila i titoli delle telecomunicazioni e del tech pesavano il 40% dell’indice e oggi l’1,4%; invece le banche erano marginali, ma oggi contano per il 37% del valore di un mercato azionario italiano risalito vicino ai massimi storici.
La febbre delle bancheC’è però poi un secondo elemento, che alza la febbre in un settore da sempre frammentato. Dieci giorni fa la Banca centrale europea ha detto ai principali istituti dell’area euro che devono investire molto di più sulla cybersecurity.Claude Mythos, l’intelligenza artificiale in grado di indicare falle nascoste nelle difese digitali delle banche, è solo il sintomo più evidente delle nuove minacce. Per farvi fronte, con i relativi costi, il settore del credito ha sempre più bisogno di economie di scala e sofisticazione. Si aprirà uno scarto crescente fra banche locali e gruppi (almeno) nazionali. E gli andamenti di borsa danno sicurezza all’intero settore per accelerare il processo.Non è dunque solo una machiavellica partita di potere fra capitani della finanza. Certo, conta il risultato confuso dell’intera, raffinata operazionepartita con l’incompleta uscita del governo da Monte dei Paschi e sfociata nella conquista di Siena su Mediobanca (con il suo 13% di Generali). Venutameno una regia visibile nel sistema, tutto torna in gioco.












