<p>Unicredit mantiene un atteggiamento prudente sul consolidamento bancario italiano dopo il successo dell'ops su Commerzbank, ma il riassetto innescato dall'opas di Intesa Sanpaolo su Mps potrebbe costringere Andrea Orcel a rivedere la strategia sulla partecipazione in Generali.
Presentando la semestrale in un'intervista a Class Cnbc, il ceo ha ribadito che la banca non intende farsi trascinare nel risiko solo per ragioni dimensionali o difensive. «Sul risiko bancario domestico Unicredit rimane osservatrice, sempre molto orgogliosa delle proprie radici italiane, ma «più che mai paneuropea».</p><p>Il discorso cambia però per Generali, di cui Unicredit detiene quasi il 10%.
Orcel continua a definire la partecipazione nel Leone «un investimento finanziario», ma ha riconosciuto che il contesto è in rapida evoluzione e che Unicredit deciderà le proprie mosse alla luce dei nuovi equilibri.
Il riferimento è all'opas da 30,6 miliardi lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps, un'operazione che porterebbe nel perimetro di Ca' de Sass anche Mediobanca e il suo 13,2% del Leone.
Intesa, che già possiede direttamente circa il 3% di Generali, finirebbe così per rafforzare in modo significativo il proprio peso nella compagnia triestina.









