Prosegue il duello a distanza tra l’ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, e il ceo di Unicredit Andrea Orcel che rassicura il primo sul futuro di Generali. Una scalata di Piazza Gae Aulenti sul Leona «è assolutamente da escludere» dice Orcel che delle assicurazioni triestine è azionista al 6,7 per cento.

Ieri, Messina aveva detto che in quel caso avrebbe telefonato al collega per dirgli «di fermarsi», avendo Unicredit già due operazioni di acquisizione in corso, su Banco Bpm e su Commerzbank.

E a proposito delle due operazioni, parlando dal palco del 129° consiglio nazionale del sindacato Fabi, Orcel ha messo in dubbio di poter complentare la scalata a Piazza Meda se non cambieranno i paletti del Golden power: «E’ un’operazione valida industrialmente e strategicamente, però si scontra con visioni diverse che la rendono de facto non economica. Gli ostacoli legali del golden power rendono impossibile soddisfare le prescrizioni» e «aumentano i costi economici per fare l’operazione».

E contro il Golden power che impone – tra altre cose – l’uscita dalla Russia e il mantenimento del livello di investimento di Anima in Italia per 5 anni, Orcel ha chiesto e ottenuto un mese di sospensione dell’Ops e ha presentato ricorso al Tar. «Il governo nel decreto ci chiedeva se c’erano delle impossibilità ad adempiere alle prescrizioni, noi abbiamo risposto e ora loro ci devono rispondere – ha detto Orcel – La sospensione Consob era necessaria per aspettare questa risposta». Un secondo elemento, ha aggiunto il banchiere, è «l’Antitrust europeo, che pure ci deve rispondere: siamo quindi in posizione di attesa, non siamo nemmeno partiti con la campagna di marketing».