"Lo può escludere".
Così il ceo di Unicredit, Andrea Orcel al 129/o Consiglio nazionale della Fabi in merito all'ipotesi di una scalata a Generali. "Il percorso Tar-Consiglio di Stato non arriverà in tempo per darci certezza della chiusura dell'operazione" su Banco Bpm, che quindi "potrebbe" decadere" ha detto ancora . L'operazione "può essere sempre riproposta", ha continuato Orcel. "Il nostro ricorso al Tar è una questione di chiarezza, non di combattimento".
L'aggregazione tra UniCredit e Banco Bpm è "un'operazione valida industrialmente, valida strategicamente, però si scontra su visioni diverse che rendono l'operazione de facto non economica!, prosegue il ceo di UniCredit, sui paletti fissati dal governo con il golden power, che comportano "ostacoli legali" che rendono possibile soddisfare le prescrizioni o "un aumento del costo economico per fare l'operazione". "Questa valutazione è definitiva?" ha chiesto a Orcel il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni. "Se restano così assolutamente", la replica del ceo.
"L'influenza degli Stati sulle operazioni di mercato è diventata molto significativa e bisogna tenerne conto". "Da un altro punto di vista, se guardiamo alle istituzioni europee, l'Unione Europea, la Banca Centrale Europea, la Commissione Europea, hanno una visione diversa perché vogliono, prima di tutto, un sistema monetario più forte".









