MADONE. Il pm: in 16 mesi svuotarono un’azienda che fatturava 1,6 milioni. Il gip sequestra 435mila euro. Uno dei due è famoso per il giallo di Rimini
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Nel decreto di sequestro il gip Beatrice Purita li dipinge un po’ come il Gatto e la Volpe, presentatisi come i salvatori di un’azienda che, tra l’altro, faceva utili, ma rivelatisi «senza nessuna capacità né volontà imprenditoriale», «limitandosi a svuotarne le casse».
Davide Barzan, 38enne di Riccione, e Pierluigi Chieffi, 58 anni, con residenza a Coriano (Rimini), sono indagati dalla Procura di Bergamo per la bancarotta fraudolenta della Co.Ge.In. di Madone, azienda specializzata in opere di edilizia e serramenti, e per autoriciclaggio in quanto – per la pm Carmen Santoro – avrebbero dirottato parte del denaro distratto su conti personali, alcuni dei quali in Germania e Lituania. Barzan è salito alla ribalta della cronaca proponendosi come «criminalista» nel giallo dell’omicidio di Pierina Paganelli, la 78enne uccisa a Rimini nell’ottobre 2023. Ma anche perché da tempo è incalzato dalla trasmissione tv «Le Iene» per una serie di truffe. Per questo reato è stato ripetutamente denunciato e ha riportato una condanna definitiva. In più, a Firenze è sotto inchiesta per estorsione insieme a Chieffi. Quest’ultimo, consulente finanziario, è attualmente detenuto a Rimini per un cumulo di pene, tra cui quella per aver sfregiato un uomo con coccio di bicchiere, ha precedenti in materia di stupefacenti e riciclaggio ed è indagato per danneggiamento dell’auto di Barzan, andata a fuoco il 27.5.25. La vicenda si svolge a cavallo tra il 2022 e il 2024. La figura che fa da ponte tra l’amministratrice dell’allora florida Co.Ge.In. e Barzan è Ezio Denti, criminologo del pool difensivo di Bossetti nel delitto di Yara, che l’imprenditrice aveva ingaggiato durante le diatribe col padre nella gestione della società. È lui (estraneo all’inchiesta) a suggerirle il nome di Barzan. Che si presenta come legale, pur non essendolo. È un periodo difficile per la donna: la nascita del figlio, la morte della madre, gli attriti col genitore mettono a dura prova il suo stato psicologico. Non si sente più in grado di dirigere la Co.Ge.In. Così per soli 40mila euro mette in vendita una società che nel 2022 vantava ricavi per 1.646.356 euro e un utile di 53.881. Si fa avanti Barzan per conto, dice lui, di una società romana che lo vorrebbe amministratore unico. Le firma un assegno di 20mila euro come acconto. Ma poi comincia a parlarle di fantomatici debiti pregressi che la contabile non avrebbe onorato. E in questo modo spilla a lei 50.411 euro e al compagno altri 52mila, riuscendo – annota il gip, che al solo 38enne contesta in questo caso la truffa aggravata – «ad acquistare una società senza esborso e, anzi, lucrando decine di migliaia di euro ai danni delle parti offese». «Era amichevole, mi chiamava sorellina – dirà lei alle Iene –. Gli volevo bene anch’io, pensavo mi aiutasse, invece mi ha rovinato la vita». La donna sfiora anche l’idea di farla finita. «”Lo sai che se ti ammazzi i debiti ricadono su tuo figlio”, mi ha detto Chieffi», è il racconto che ha fatto in tv.










